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19 Luglio 2019, 08.59
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Equilibrio

L'osteoporosi

di Mauro Folchini
L'osteoporosi è una malattia che colpisce lo scheletro ed è caratterizzata da una riduzione della massa ossea e dal deterioramento del tessuto osseo
 
La conseguenza di tale condizione è un aumento della fragilità dell'osso ed una predisposizione alle fratture, in particolar modo dell'anca, del femore e della colonna vertebrale.

Durante tutta la nostra vita l'osso, che è un tessuto vivo e complesso, si modifica continuamente.
Questa continua attività di trasformazione è nota come “rimodellamento osseo”. Questo processo di edificazione non avviene in modo casuale ma nuove cellule ossee vanno a crearsi là dove l'osso deve irrobustirsi e processi di demolizione si attuano nelle zone che possono essere alleggerite.
Nello stesso tempo avvengono processi di calcificazione e di riassorbimento sullo stesso osso ma in zone diverse.

Nella fase adulta
l'attività costruttiva periferica contribuisce a rafforzare la parete esterna dell'osso ed il canale midollare interno si amplia maggiormente.

Nella fase senile
, in presenza di osteoporosi, il fenomeno dell'erosione ossea aumenta, la trama del tessuto osseo si dirada e si allarga rendendo le ossa porose, leggere e fragili.

Numerosi sono i fattori di rischio predisponenti all'osteoporosi, ne citiamo alcuni:

- il ridotto picco di massa ossea: per picco di massa ossea si intende la quantità di tessuto minerale osseo presente alla fine dell'accrescimento, che è intorno ai 16-18 anni per le femmine ed ai 20-22 per i maschi.
Poi, fino ai 30 anni, si assiste ancora a dei minimi incrementi di contenuto minerale osseo.
Per tutta l'età adulta l'osso continua a subire processi di rimodellamento: tanto se ne riassorbirà e tanto si neoformerà.
Questo processo di sostituzione non continua più nell'anziano; in questa età si avrà una prevalenza del riassorbimento sulla deposizione.

- l'osteoporosi colpisce maggiormente le donne poiché, durante la menopausa, a causa della carenza di estrogeni, si manifesta uno squilibrio fra riassorbimento e formazione ossea; questo fenomeno avviene anche nel caso di menopausa precoce o indotta chirurgicamente.

- la magrezza eccessiva spesso causa una perdita consistente di minerali ossei con conseguente predisposizione alle fratture ed ad una prematura osteoporosi. Questo fenomeno si accentua nel caso di anoressia nervosa.

- una dieta povera di calcio determina il mancato raggiungimento del picco di densità ossea ed è anche responsabile di una ridotta densità scheletrica cronica.

- l'utilizzo prolungato di alcuni farmaci, quali i cortisonici e gli anticonvulsivanti riduce l'assorbimento intestinale di calcio ostacolando il trasporto mediato dalla vitamina D ed esponendo il paziente al rischio di osteoporosi.

- una vita sedentaria priva l'osso degli stimoli necessari a mantenere la sua forma e densità.

La forma di esercizio fisico più indicata per mantenere ed accrescere la massa ossea è quello fatto in presenza di forza di gravità, vale a dire quell'esercizio svolto in posizione eretta che impone il carico del peso corporeo, ovvero la corsa.
Meno efficaci sono gli esercizi fisici svolti in scarico, come il nuoto ed il ciclismo.
L'aumento di massa ossea è specifico nella sede scheletrica utilizzata nel movimento, per questo si consiglia un'attività fisica di tipo globale durante l'età dello sviluppo.

Per prevenire l'osteoporosi è importante
assicurare un adeguato apporto di calcio con la dieta; mantenersi fisicamente attivi preferendo discipline di carico come la corsa, il ballo e la ginnastica a corpo libero; evitare le terapie prolungate con cortisonici; evitare fumo, alcol abuso di caffè ed eccessi di proteine animali e sodio e preferire una dieta equilibrata ricca di vegetali freschi e privilegiare una vita che permetta un'adeguata esposizione solare.

Mauro Folchini - Massoterapista








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