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13 Dicembre 2019, 07.05
Val del Chiese
Lettere

L'è Nadal ...è Natale

di Gianpaolo Capelli
Gianpaolo Capelli, attento osservatore nonchè appassionato cultore delle tradizioni, corrisponde col nostro giornale dalla Valle del Chiese. Questa volta in redazione sono arrivati gli auguri di Natale, che estendiamo volentieri a tutti i nostri lettori

La mia collaborazione con la redazione di Vallesabbianews è iniziata circa tre anni fa, raccontando la storia dei miei compaesani “I carboner de Bondù”, i carbonai di Bondone...

Sono seguiti altri articoli, sempre incentrati sulla storia dei paesi che conosco, raccontando delle loro tradizioni, delle sagre, delle feste popolari.
In questo Natale 2019 voglio proporre la mia poesia scritta in dialetto quasi 40 anni fa, quando a Bondone ho presentato la mia commedia dialettale ”Sum Carboner”.

La poesia è piaciuta, tanto che negli anni è stato recitata più volte dai bimbi dell'asilo, nella recita di Natale, davanti ai genitori e ai nonni
Gradita, veniva spesso fatta recitare a casa ai bambini che l'hanno sempre imparata molto bene, grazie alle maestre che dedicavano molto tempo per imprimere nella loro mente il testo in dialetto.

Spesso incontro qualche giovane, bimbo allora, che mi dice in dialetto: “Vardo che la to poesio, me la recordo a mo”...guarda che la tua poesia me la ricordo ancora , e comincia a snocciolarmi i primi versi.
Per me è una piccola soddisfazione.

Il dialetto di Bondone è un po’ difficile, “ostico” perchè assomiglia poco alla parlata dialettale bresciana e trentina, ecco allora che la propongo in italiano, anche se non dà quel sussulto che arriva al cuore come con una frase in dialetto; a volte una semplice perifrasi in bondonese equivale a qualche parola in più in italiano.

Il commento che segue, spero arrivi al cuore dei tanti lettori di Vallesabbianews, con l'augurio di Buon Natale e Buon Anno a tutti, in modo particolare alle persone sole e ammalate.
Non mi posso dimenticare della favolosa redazione, guidata dal direttore Ubaldo Vallini e dai suoi validissimi collaboratori, che cercano di proporre sempre nella miglior maniera tutto quello che arriva in redazione, sistemando i testi e i servizi fotografici.

Ricordo ai lettori, come da informazione del Direttore che non viene mai cancellato niente di quanto pubblicato e tutto va nel server del giornale. I lettori a distanza di tempo per non dire di anni possono richiamare l'articolo che interessa ...mica poco!
Augurio esteso a tutti i numerosi corrispondenti e alle persone private, ai lettori che con i loro suggerimenti e osservazioni cercano di migliorare il giornale.

Il giornale online Vallesabbianews, con il 2020 entra nel 13 anno di attività e i suoi contatti giornalieri, dalle statistiche di novembre, sono in media 23 mila.
La redazione è a disposizione di tutti per contatti che riguarda la sua pubblicità online.

Ecco la mia poesia.

“L'è Nadal...E' Natale...
Le campane di Bondone con li loro rintocchi annunciano che è Natale, laggiù in lontananza gli fa eco il campanone di Lodrone.
In chiesa siamo tutti in raccoglimento e aspettiamo che nasca Gesù Bambino.
I bambini cantano” Tu scendi dalle stelle”, noi ascoltiamo e preghiamo in silenzio.
Suona la mezzanotte “E' Nato” dice il parroco e in quel magico momento, l'emozione ci fa capire che è nato Nostro Signore e nel nostro cuore promettiamo che saremo più buoni e... perdoneremo.
La luna piena risplende sopra il monte della Cingla e illumina il nostro paesello che al bagliore lunare sembra ancora più bello e sembra dire: ”Sono venuta anch'io con voi a far festa al Bambinello.
Il cielo è pieno di stelle e noi pensiamo ai nostri cari che non ci sono più... e siam sicuri che sono lassù a proteggerci, con Gesù Bambino ci sono anche loro a guardar giù.
Bune Feste de Nadal”


“El ciel l'è plè de stele e pensom ai nos ghe no po e sum secur che da la so i ne aido e i gheso a ei col Bambenel a varda zo!”

Scrivendo questa mia poesia sono andato con i ricordi alla mia fanciullezza... anni 50 e dintorni.

La povertà a Bondone per i miei compaesani carboner era tanta, niente presepi nelle case, niente luminarie. Il pranzo di Natale oltre la polenta e formaggio se c'era un coniglio o un pollastrello arrosto era tutta manna!
Noi ragazzi rimanevamo incantati davanti al presepio che il sagrestano di allora “el Bosi” Alessandro Lorenzi preparava. Ci accontentavamo di fare a gara a raccogliere il muschio e aiutare a disporre le poche statue, belle e grandi in legno fatte e pitturate da scultori della val Gardena.
Alcune ci sono ancora. Il presepio veniva fatto, come ora, vicino all'altare di San Antonio.
Ora da anni è allestito da Omicini Narciso e Cimarolli Luciano, alcuni fondali sono di Pigi Zane.

Noi ragazzi un'ora prima della mezzanotte ci attaccavamo alle corde delle campane ed era tutto uno scampanio, a cui rispondevano le campane di tutta la valle sottostante, comprese quelle di Lodrone.
Con i tanti amici di allora, perchè Bondone allora contava 700 abitanti, in chiesa sedevamo nei banchi davanti, dietro gli uomini e ultime le donne
La chiesa era gremita, i carbonai erano tutti ritornati al paese e onoravano la nascita di Gesù.

La chiesa era senza riscaldamento, faceva molto freddo: capotti e giacche a vento termiche sogni del futuro.
I ragazzi più fortunati vestivano qualche misero capotto liso e rivoltato, i più tanti con maglioni “de lana de pera”, maglioni fatti dalle nonne o dalla mamma con la lana di pecora grezza e un po’ spinosa, come le calze.

Star fermi nei banchi e far silenzio in attesa
, prima che don Giuseppe Pellegrini iniziasse la Santa Messa era un problema, ma c'era il castigamatti il Raffaele “Marter”, che prima ci ammorbidiva con qualche ceffone e i “desperè” i più rumorosi, venivano presi per le orecchie e messi in ginocchio sui gradini dell'abside davanti a tutti, e guai a lamentarsi perchè arrivava un ulteriore castigo arrivati a casa.

Poco prima della mezzanotte all'inizio della Santa Messa, il parroco ci invitava al canto del “Tu scendi dalle stelle” imparato a scuola, allora non c'erano maestri di canto, come per incanto in una chiesa attenta e orante, tutti sentivano la magia della Santa Notte.
Fino al Concilio Vaticano il celebrante nel dire la Santa Messa girava la schiena ai fedeli. Nel momento che si girava verso la sua gente e annunciava la nascita di Gesù Bambino in un silenzio assoluto, la commozione era palpabile in tutti, specialmente nelle nostre mamme e in quei rudi carbonai che per tanti mesi all'anno, poco ci azzeccavano con la chiesa.

Ognuno in cuor suo pregava, sperando che l'anno che doveva arrivare conservasse nelle povere famiglie prima di tutto la salute e arrivasse un po’ più di benessere per poter allevare i figli dignitosamente.

A Bondone le nevicate erano abbondanti e quando uscivamo dalla chiesa a messa ultimata, dal lato del cimitero, ci trovavamo di fronte le montagne della Cingla , disegnate stupendamente dall'Architetto del Creato.
Innevate e illuminate dal bagliore lunare, creavano in tutti noi quel momento trascendentale che portava il pensiero verso il cielo in ricordo dei nostri cari scomparsi.

Tempi di povertà nella mia Bondone di allora, ma anche di fraternità e fratellanza, ognuno condivideva il poco che aveva: la farina, il formaggio che mancava nella famiglia del vicino.
Se il giorno prima al bar c'era stata una parola di troppo con qualcuno, il mattino erano pronti a stringersi la mano e fare pace.

Noi ragazzi ci accontentavamo
di quello che il paese offriva, divertimenti semplici, serate a far filò nelle stalle ascoltando a volte i racconti immaginari dei più anziani, ma trovavamo il tempo anche per combinare qualche marachella in attesa di tempi migliori.
Non so se con questa poesia sono riuscito a creare un po’ di commozione, non certo come quella che “gli asiloti” nella recita natalizia, riescono a infondere a quanti sono ad ascoltarli.

Prima di chiudere il mio pensiero va ad un amico scomparso quest'anno, il pittore salodiano Piergiorgio Zane, in arte PIGI ZANE, che ultimamente abitava per molto tempo a Bondone con la moglie Gabriella, a cui va il nostro pensiero.
Egli con i suoi articoli ha collaborato per anni con il bollettino parrocchiale di Bondone e Baitoni.

I due suoi dipinti che trovate nelle foto sono perfetti per l'atmosfera natalizia e sono stati usati come copertina di un bollettino.
Uno è la chiesa di Bondone vista da “Pua”, dalla finestra della sua abitazione che domina il lago di Idro: stupenda, l'altra Bondone invernale con il lago d'Idro e le montagne che lo circondano visto dai Casali, a mille metri sopra il paese.

Rinnovati auguri. Bene, salute e serenità sia il dono per tutti di questo Santo Natale per il Nuovo Anno.
 
Gianpaolo Capelli

. in foto:
-Natività con statuine in sasso opera di Bolognani Irma e Clementina e Zuccatti Giuseppe;
-quadro del pittore Pigi Zane dal titolo "Natale alla chiesa di Bondone;
-bondone invernale visto dai casali, quadro di Pigi Zane;
-Buon Natale dalla Madonnina dei Sentieri di Bocca Caplone, foto di Clementino Ferrari.


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